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Chiesa campestre di San Pietro - Ovodda

Ovodda sorge nel cuore della Barbagia di Ollolai, ai piedi del monte Orohole. L'economia del paese si basa sulle attività agro-pastorali e soprattutto su quelle artigianali, con una vasta produzione di dolci e pani tipici. Il territorio circostante, abitato sin dalla preistoria, presenta diversi siti archeologici visitabili, quali i menhirs di Predas Fittas e Domosnovas, importante villaggio abitato anche in epoca romana. Ovodda è conosciuta per i suoi coloratissimi Murales presenti nelle varie piazze del paese. Fanno parte del territorio di Ovodda le località Sa 'orrada e Su Ghirone, conosciute in tutto il mondo per la qualità del granito. Sono visitabili le domus de janas di S'abba vo'ada e Ghiliddoe, le tombe di giganti in località Su nodu 'e Lopene e numerosi nuraghi, tra cui quelli di Nieddio, Osseli e Campos. Per gli amanti delle escursioni a piedi e in mountain bike si possono compiere percorsi nella valle del Taloro. In autunno si svolge la manifestazione Autunno in Barbagia, occasione per degustare i prodotti locali, come i dolci di mandorle Sas Fruttinas, e per visitare le case tradizionali. Da non perdere il carnevale che ad Ovodda si festeggia il Mercoledì delle Ceneri, "Mehuris de Lessia", e costituisce un momento di forte identificazione della comunità con le proprie tradizioni secolari. Personaggio principale è Don Conte, fantoccio antropomorfo maschile, talvolta ermafrodito; indossa una larga tunica colorata da cui traspare una grossa pancia fatta di stracci che copre l'anima in ferro che lo sorregge. Il volto, che può cambiare di anno in anno, viene realizzato con scorze di sughero o cartapesta, baffi posticci ed altri simili elementi. Presenta genitali accentuati che, assieme al pancione, gli conferiscono un aspetto ridicolo e alimenta la vena satirica. Viene portato in giro per il paese su un carretto trainato da un asino e addobbato con ortaggi, pelli d'animali e altri oggetti stravaganti. Il suono di un campanaccio dà l'avvio ai festeggiamenti. Inizia così una grottesca processione alla quale si accodano tutte le persone che vogliono partecipare; non esistono percorsi obbligatori, il carretto che viene fatto vagare durante tutta la giornata per le vie del paese; non esistono regole, la gente può seguire il percorso, disperdersi in gruppi, perdersi e rincontrarsi; non esistono transenne che delimitano chi fa spettacolo da chi lo guarda. Nel Comune di Ovodda la chiesa campestre di San Pietro dell'antico villaggio di Oleri, uno degli innumerevoli villaggi che in Sardegna vennero abbandonati a seguito della peste del ‘400. La chiesetta di robusta ed essenziale fattura costruttiva, risale forse nel primo impianto al XV secolo, subendo diversi rimaneggiamenti nel tempo. La chiesetta campestre di San Pietro si trova a 6 Km da Ovodda, sulla Centrale sarda, la strada che collega Cagliari a Porto Torres. Era anticamente la chiesa del villaggio di Oleri, uno degli innumerevoli villaggi che in Sardegna vennero abbandonati a seguito delle pesti del ‘400. Della Chiesa si parla in un antico documento redatto in sardo. Si tratta di un documento della cancelleria giudicale di Arborea in cui si riferisce della presenza a Oleri del Marchese di Oristano Leonardo Alagon. Il Marchese era giunto in Barbagia per sanare un contenzioso che durava da alcuni anni. I terreni del villaggio abbandonato venivano sfruttati dagli abitanti di Gavoi e Ovodda ma nessuno pagava le imposte dovute alla Corona. I vassalli giurarono quindi di riprendere i versamenti De su feu e il Marchese divise i terreni di Oleri ponendo dei nuovi confini tra Ovodda e Gavoi alla presenza di numerosi testimoni dei villaggi vicini. Il marchese stabilì anche che i due paesi, ad anni alterni, avrebbero dovuto onorare la serata di San Pietro nella data ancora oggi esistente (28 e 29 Giugno). Dai primi anni del ‘900 la serata è stata organizzata da s'operaria: 12 famiglie che si alternavano secondo le vie del Paese di Ovodda. Oggi il sagrato di San Pietro rappresenta uno dei siti di maggiore interesse del territorio Ovoddese, dove ancora puntualmente s'operaria organizza la festa di San Pietro.
Ovodda
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